Qual è la natura dell'amore?
Pastore Gianni Cortese
21 September , 2025

“Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.” 1 Giovanni 4.7-8

Ogni persona che ha creduto nel Signore Gesù, come suo Signore e Salvatore, diventa portatore di questo amore. È una persona che ama, che manifesta, che contribuisce al bene della società, perché è portatore di questo amore.

La nostra vita, la vita del mondo intero, può essere una buona vita se è caratterizzata dall’amore. È sempre intorno a noi: No alla guerra, sì all’amore. Tanti slogan sull’amore, però l’amore viene solo da Dio. Solo chi conosce Dio, solo chi crede in Dio può ricevere questo amore, può viverlo e può praticarlo. 

L’Amore come Testimonianza di Fede

Giovanni ritorna e insiste sull’importanza di dimostrare l’amore tra coloro che credono nel Signore Gesù Cristo Sottolineando questo aspetto, che Dio è amore. (1 Giovanni 4.8)

Come potrebbe il mondo intorno a noi capire che Dio è amore, non conoscendo Dio, non sapendo nulla di Lui, comprendere che Dio è amore?

“Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” Giovanni 13.35 

Il Signore Gesù stesso ricordava ai suoi discepoli quanto fosse importante che si amassero gli uni gli altri. Quanti esempi ha dato per incoraggiare, ricordare, esortare, comandare, che si amassero gli uni gli altri? Il Signore diceva “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli:” non perché siete bravi, perché parlate bene, perché fate delle belle cose, ma “se avete amore gli uni per gli altri.” (Giovanni 13.35)

Questo è il modo che Dio ha scelto per la testimonianza dell’essere suoi discepoli. E sappiamo che il signore ha dato a coloro che credono in Lui il diritto di essere chiamati suoi figli, figli di Dio (Giovanni 1.12)

Il fatto di amarsi gli uni gli altri è un argomento che attraversa tutta la parola di Dio, tutto il nuovo testamento.

In 1 Corinzi, capitolo 13, facendo un riassunto, Paolo dice “Anche se avessi la fede per spostare le montagne, ma non avessi amore, non sarei nulla. Anche se parlassi le lingue degli uomini, le lingue degli angeli, anche se avessi conoscenza, comprensione, saggezza, se non avessi amore non servirebbe a nulla. Sarei come un rame risonante, come un cembalo scordato, squillante. Non sarei di nessuna utilità.” 

Quindi capiamo che la fede è una cosa importantissima, una cosa gloriosa. Diremmo, è importante, ma c’è qualcosa di più profondo che è l’amore. Potrei avere la fede che sposta le montagne, dire a quel monte, gettati nel mare, e il monte si sposta, ma se non ho amore non vale niente.

L’amore si manifesta prima di tutto tra chi crede in Dio. Noi, che siamo credenti, che amiamo il Signore e abbiamo sperimentato questa nuova vita, siamo coloro che dimostrano che Dio è amore, amandoci gli uni gli altri. Per questo, il nostro modo di vivere e il nostro comportamento sono così importanti.

Che Cosa è l’Amore?

Ma che cosa è questo amore alla fine? Che cosa intende quando dice dovete amarvi gli uni gli altri?

Il testo da 1 Corinzi 13, ci offre un riassunto concreto di cosa significhi vivere amandosi gli uni gli altri. Ci insegna a non essere orgogliosi, poiché è facile che l’orgoglio prevalga sull’altro. Ci invita anche a non essere irritabili, anche se il comportamento, il modo di fare o di dire di qualcuno potrebbe infastidirci. Inoltre, ci esorta a non essere intolleranti o a pensare male delle azioni degli altri, evitando di interpretare una svista o una distrazione come qualcosa di negativo. 

Non dobbiamo solo sperare nel bene reciproco, ma desiderare il meglio per gli altri, senza essere sospettosi o maligni nei nostri pensieri. Amarsi significa andare oltre il semplice “mi piace” o “non mi piace” che proviamo per l’altro. 

Anche perché la Chiesa, il popolo di Dio, è stato scelto da Dio, non abbiamo scelto noi. Quindi significa, non essere condizionati da queste categorie: Mi piace, non mi piace, simpatico, carino, smart, pesante. Perché il signore lo diceva,

Se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?” (Matteo 5.46)

Cioè qual è il pregio? Di amare chi ti ama?  

È molto più difficile manifestare questo amore verso le persone che non ci amano, verso le persone che sono scontrose, persone che sono maleducate. Il signore dice di amare i tuoi nemici. (Matteo 5.44) 

Quando ci troviamo di fronte a un errore di un’altra persona, dobbiamo essere pazienti con lei, pregare per lei e cercare di aiutarla. Se qualcuno sbaglia o fa qualcosa che non va bene, il nostro approccio non deve essere di giudizio, ma di aiuto, pazienza e misericordia. È un atteggiamento che non pensa a un presunto intento di farci del male, ma si concentra sulla sua difficoltà nel fare ciò che è giusto.

Vedo l’altra persona come qualcuno che è in difficoltà, non come qualcuno che ce l’ha con me, anche se mi offende o mi disprezza. Dovresti vederla non come un’azione contro di te, ma come un’espressione della difficoltà che l’altro sta vivendo. Se una persona ti ha ferito, forse è perché si trova in grande difficoltà. Potrebbe aver rinnegato la bontà che Dio le ha dato e si comporta così proprio perché ha bisogno di aiuto.

Quindi ragioniamo in questi termini, sia tra di noi sia con le persone che sono intorno a noi. Le dobbiamo vedere per quello che sono. Quello che vivono esprime il senso, il significato della loro vita e molto spesso esprime la difficoltà che uno sta vivendo, il disagio, la confusione che sta attraversando nella sua vita. 

Ha rinnegato forse delle cose importantissime. Perché? Perché è in difficoltà, perché sta sbagliando, ha bisogno di aiuto e non di condanna.

Possiamo quindi dire che amare, in un certo senso, significa distaccarsi dal problema e non considerarlo semplicemente come qualcosa che ferisce noi, come se noi fossimo il centro del mondo. 

È forse rivolto verso di me? Dobbiamo distaccarci per un attimo e guardare il problema come lo farebbe Cristo: vedere la difficoltà che c’è nell’altra persona. Solo così possiamo aiutarla e liberarla dalla sua difficoltà, senza fare riferimento unicamente alle conseguenze che noi stessi subiamo, che a volte sono molto pesanti.

Per questo, è molto facile condannare chi compie certe azioni. Ma un tale atteggiamento non è l’espressione di una vita che è stata redenta e santificata da Dio. La santificazione che il cristiano sperimenta, grazie all’opera di Cristo, si manifesta nell’amare gli uni gli altri, testimoniando così l’amore di Dio e la relazione che abbiamo con Lui.

Tre Caratteristiche dell’Amore

“Amiamoci gli uni gli altri perché l’amore è da Dio.” 1 Giovanni 4.7

Questa frase ci dice che noi possiamo amarci nella misura in cui siamo amati da Dio. L’amore viene da Dio. Se tu puoi amare è perché Dio ti ha amato. Vuoi amare? Devi lasciarti amare da Dio, altrimenti non puoi amare, perché l’amore viene da Dio. 

Altrimenti, il nostro amore sarà solo naturale, cioè legato a un tornaconto personale. Ameremo solamente quando otterremo un beneficio o quando saremo felici per ciò che l’altra persona fa per noi.

Ma se l’altro ci rifiuta, se l’altro ci picchia, se l’altro ci offende, noi naturalmente non lo ameremo. Perché? Perché non abbiamo l’amore che viene da Dio. E questa è la vittoria del mondo, l’amore di Dio. Noi possiamo vivere nella difficoltà, nel rifiuto, nella persecuzione, amando i nostri nemici. 

C’è un libro, si chiama La Sopravvissuta che racconta una storia di un’ebrea internata in un campo di concentramento, la quale sopravvisse a torture, percosse e abusi e perse tutta la famiglia, infine fu liberata. Uscita dal campo, si vestì con degli abiti e arrivò in una stazione. Dopo qualche giorno, mentre era in attesa di un treno, vide avvicinarsi un militare che l’aveva abusata. A quel punto, ella disse: “Ho amato quest’uomo. L’ho amato perché ho capito il suo problema, il suo dolore, la sua incapacità interiore di vivere la vita.”

Come poteva questa donna dire, ho amato quest’uomo, lo poteva dire perché lei aveva l’amore di Dio nel suo cuore, nella sua persona. Lei lo viveva, poteva amare quest’uomo. 

L’amore di Dio ha caratteristiche completamente diverse dalle nostre, amatevi gli uni gli altri. Manifestiamo il fatto che abbiamo ricevuto l’amore di Dio.

L’Amore e la Nuova Nascita

“Chiunque ama è nato da Dio.” 1 Giovanni 4.7

Ciò che ci rende cristiani è il fatto di essere nati di nuovo (Giovanni 3:6-7), ovvero di aver creduto nella morte e nella resurrezione di Gesù Cristo. Questo evento trasforma la nostra vita, inaugurando una nuova esistenza. Le Scritture e il Vangelo usano proprio l’espressione “nato di nuovo” per indicare l’inizio di questa nuova vita.

La Parola afferma che chiunque ama è nato da Dio. Solo chi è nato da Dio può amare in questo modo. L’uomo che non crede in Dio può manifestare una forma di amore, ma che non ha nulla a che vedere con quello divino. Di conseguenza, è inutile chiedere alle persone che rifiutano Dio di amarsi, perché non ne sono in grado. È impossibile che il mondo riesca ad amarsi gli uni gli altri senza prima nascere di nuovo, nascere da Dio.

A questo punto, riflettiamo: se sperare in pace e amore nel mondo è un’utopia, quanto più è disperata la situazione se anche all’interno del popolo di Dio l’amore non si manifesta. Se noi cristiani non riusciamo ad amarci gli uni gli altri, la situazione è davvero disperata.

È importante che noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù ci amiamo, perché non possiamo fare altrimenti. Se la nostra relazione con Dio è autentica, l’amore reciproco ne è la naturale conseguenza. Giovanni non lo presenta solo come un’esortazione, ma come una verità profonda e seria su cui riflettere: quanto e come ci amiamo?

Al di fuori della relazione con Dio non può esserci amore. E se non ci amiamo, in definitiva, non abbiamo una relazione vera con Dio. Possiamo provare affetto per chi ci piace, ma come ci comportiamo con chi ci è antipatico, ci irrita o ci ferisce? È cruciale vivere l’amore di Dio, poiché Lui lo ha posto in noi per superare le nostre piccole particolarità.

L’Amore e la Conoscenza di Dio

“chiunque ama, è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non conosce Dio.” 1 Giovanni 4.7-8

Quindi il fatto di amare e conoscere Dio è qualcosa di importante. Se non conosciamo Dio non possiamo amare, non è tanto il sapere delle cose su Dio. 

Una cosa è conoscere frasi di versetti, racconti, avvenimenti o fatti compiuti da Dio. Un’altra, ben diversa, è conoscere Dio e avere con Lui una relazione autentica e personale. Non importa quanto sappiamo di Lui, se non abbiamo un rapporto personale. Per questo, la Sua Parola, la preghiera e l’ubbidienza sono fondamentali: perché nel conoscerlo, impariamo a vivere e a comprendere chi è, cosa fa e cosa pensa.

Che cosa pensa Dio di me? E cosa, in realtà, ho detto io a Lui? Che tipo di relazione sto vivendo? Come interagisce Dio con i miei pensieri, i miei desideri e le mie questioni quotidiane? Lo conosco davvero nella pratica di tutti i giorni, o mi baso sul “sentito dire”? La mia relazione con Lui è autentica o sto solo cercando di agire in base a ciò che sento dire dagli altri? Lui ha promesso di rispondere, di parlare e di comunicare con noi. Qual è, quindi, la mia vera conoscenza di Dio?

Come capiamo, è importante allora amarsi gli uni gli altri, perché l’amore viene solo da Dio. Per ricevere questo amore abbiamo bisogno di nascere di nuovo:

Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo” Govanni 3.7

Siamo nati di nuovo nel momento in cui accogliamo l’opera di Cristo sulla croce. Gesù è morto e risorto per pagare i nostri peccati e, così facendo, ci ha donato una nuova vita e un nuovo modo di pensare, alimentato dalla conoscenza di Dio.

Allora, che il Signore ci aiuti a fare questi passi. A essere consapevoli, a essere coscienti, che cosa voglia dire essere nato di nuovo, conoscere Dio e essere un cristiano in una parola: Ama!

Ama con l’amore di Dio, che è quel tipo di amore che non si ferma ai particolari e che supera la sensazione che tutti ce l’abbiano con te!

Se ami davvero con questo amore che solo Dio può dare, allora tutto nella tua vita avrà un senso. Solo così potrai sapere con certezza di essere un vero cristiano.