L’amore manifestato
Pastore Gianni Cortese
28 September , 2025

“Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.” 1 Giovanni 4.7-10

La Natura di Dio: Dio è Amore

L’apostolo continua con questo tema importante dell’amore fraterno, egli ci ha detto che Dio è nella sua essenza, non solo un Dio che ama, ma che la natura stessa di Dio è amore. Non è semplicemente un’azione che lui fa, ma che è. Come Dio è luce, così è amore. Il suo amore è qualcosa che pervade tutta la sua persona, ogni sua attività. Se solo comprendesse veramente questo amore, se solo sapeste qualcosa, allora la maggior parte dei vostri problemi, delle vostre difficoltà, svanirebbero immediatamente.

La Nostra Difficoltà nel Riconoscere l’Amore di Dio

la nostra difficoltà più grande è proprio questa di non vedere l’amore di Dio per noi. Il nostro problema è che molto spesso nella nostra quotidianità non vediamo, non riconosciamo l’amore di Dio, ma siamo concentrati su quelli che sono. Possiamo conoscere tante cose su Dio, ma conosciamo Dio? Abbiamo una relazione vera, autentica, personale con Lui? Posso dire che Dio mi ama perché io lo conosco, perché lo vivo o rimaniamo sulle cose che conosciamo di Lui?

Il nostro problema, la nostra difficoltà, è che facciamo fatica ad abbandonarci a questa nuova vita, questa nuova nascita che Dio è stato fatto in noi. Noi la vorremmo usare questa nuova vita per alimentare la nostra vecchia natura. Questo è il combattimento che noi viviamo, facciamo fatica ad ad abbandonarci e poniamo una certa resistenza nei confronti di questa nuova vita che egli ci ha dato. Così impediamo a Dio di prendere il sopravvento su di noi. Resistiamo!

Dio è buono, Dio è amore? Sì, conosciamo tante cose, ma io voglio usare queste cose per i miei risultati, per i miei obiettivi, perché così potrò avere la pace. Una bella casa, dei figli, qualcosa di cui sogno io uso l’amore di Dio, uso le parole di Dio per alimentare miei desideri personali, invece di vivere pienamente una relazione con Dio, di sapere Chi Dio è.

Il Fondamento dell’Amore di Dio: I Fatti, Non le Emozioni

Cerchiamo di contrapporre l’amore di Dio con quelle che sono le dottrine. Parliamo della incarnazione dell’espiazione, cioè, queste dottrine che ci parlano nella profondità dell’amore di Dio. Allora sicuramente una delle domande importanti che dobbiamo porci è, come sappiamo che Dio è amore? Lo sappiamo sulla base dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni? Dobbiamo essere onesti con noi stessi, perché se noi fondiamo la nostra comprensione dell’amore di Dio sulle nostre emozioni, quello che io sento, siamo in un grande pericolo.

Dobbiamo avere dei punti fermi, perché la nostra vita di fatto è così. Un esempio, quando ci svegliamo, se noi seguiamo le vostre emozioni, non andiamo a scuola o al lavoro, perché vorreste dormire ancora, perché sento che sono ancora stanco. Però, noi ignoriamo le nostre emozioni perché devo andare a scuola, al lavoro, cioè non mi fermo alle emozioni.

Dobbiamo dire su cosa si basa la nostra conoscenza. Cioè basta solamente dire Dio è amore? Noi dobbiamo basare nella nostra conoscenza, su quello che la parola di Dio dice.

La grande affermazione della parola di Dio, dall’inizio alla fine, è che l’amore di Dio può essere visto definitivamente, riconosciuto veramente solo quando si guarda a ciò che Dio ha fatto per noi. Ci sono delle azioni, che Lui ha fatto per noi in e attraverso il signore Gesù Cristo. Lì vediamo l’amore di Dio, non sulle nostre percezioni, emozioni che cambiano, come cambia il vento, il sole e la stazione.

Com’è lo so che Dio mi ama? In questo:

“In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo.” 1 Giovanni 4.9

Questo è l’amore di Dio. Non che noi abbiamo amato Dio, ma è Lui che ha amato noi e ha mandato Suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

Non conoscete nulla dell’amore di Dio. Se vi basate su quello che provate, che sentite, che secondo me dovrebbe essere, non avete capito. Ma è qui, su queste parole, su questi fatti, che si fonda l’amore di Dio.

La Nostra Natura: Uomini Morti nel Peccato

Per capire l’amore di Dio per noi dobbiamo prima di tutto capire chi siamo noi. Qual è la descrizione che la parola di Dio fa di noi? Possiamo avere tante idee di noi, ma Dio come ci descrive? Chi siamo noi per essere amati da Dio? Non potremo mai conoscere l’amore di Dio se non conosciamo chi siamo. E Dio vuole darci di conoscere. Perché Dio ci ha amati, appunto perché siamo delle persone amabili, ci ha amato perché siamo delle persone gentili, meravigliose? Forse a volte pensiamo noi di essere così, forse anche lo siamo. In certi momenti siamo meritevoli del suo favore, abbiamo dei meriti.

Dipende appunto dalla prospettiva che Dio ha di noi? Egli ha mandato il suo unico figlio. Pensate anche questa, questo uso delle parole, queste immagini, il suo figlio unigenito.

Questa scelta di prendere il suo unico figlio e di mandarlo. Quando Giovanni dice che “Dio ha mandato il suo figlio unigenito nel mondo affinché per mezzo di lui vivessimo.” (1 Giovanni 4.9) significa dire che non stiamo vivendo, vuol dire che l’uomo è morto, e è morto perché è Lui che è venuto a farci vivere. Noi siamo morti. Rendiamoci conto che naturalmente tutti gli uomini, tutte le donne, tutti i bambini sono morti.

Quindi questo è un primo punto, come dice Paolo:

“Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati” Efesini 2.1

Questi siamo noi. Non abbiamo il senso, la conoscenza delle cose spirituali. Cioè, noi vediamo solo la realtà materiale, fisica: i muri, le persone, le cose, gli altri, una realtà orizzontale. Non abbiamo il senso delle cose di Dio, delle cose spirituali.

Noi siamo stati creati a immagine di Dio, ma questa consapevolezza della presenza di Dio, della vita con Dio, spiritualmente dorme. Non c’è la comprensione. È come uno che dorme, è nei suoi sogni, in un mondo che non è la realtà, perché non c’è la consapevolezza delle cose spirituali.

Paolo dice:

“Eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri.” Efesini 2.1-3

Noi abbiamo vissuto secondo le nostre voglie, i nostri desideri, i nostri pensieri. E ancora oggi milioni, miliardi di persone vivono secondo i propri desideri. Quello che passa per la mia mente non c’è il senso della realtà di Dio.

La Bibbia, la parola di Dio, ci ricorda che noi abbiamo vissuto in conseguenza. Viviamo l’uomo naturale, vive in conseguenza del peccato, della caduta. Siamo naturalmente nemici di Dio, abbiamo una mente senza lo Spirito di Dio, una mente carnale relativa alla nostra natura peccaminosa, siamo nemici di Dio. Però:

“Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” Romani 5.8

Vogliamo dire: Chi è l’uomo? Dove sei? Chi sei davanti a Dio? L’immagine che Dio dà dell’uomo è appunto che è morto e odia Dio. Non vuole ascoltare Dio, non vuole seguire Dio, è lontano. Dio è ostile nei suoi confronti, e l’uomo, per sua natura, è sotto l’ira di Dio e merita la condanna di Dio per i suoi peccati.

Lui ci ama. Quindi, a chi ama? Dio ama dei peccatori, non ama il peccato, non è favorevole al peccato, ma ama colui che è morto, che è caduto, che è cieco, che è ribelle. Lo ama.

La Persona e l’Opera di Cristo: Il Sacrificio Propiziatorio

Che cosa ci viene detto da Dio? Come dicevamo prima, la cosa importante che Giovanni sottolinea per capire chi è Dio è colui che ha mandato il suo unigenito figlio.

Ora, chi tra di noi ha questo privilegio di avere dei figli? E pensa ai propri figli. E pensa che Dio ha manifestato il suo amore verso di noi, mandando il Figlio, Suo Unico Figlio, affinché noi vivessimo per Lui.

Lui dice, guarda, io ti amo e non lo dico a parole, ma nei fatti ci sono delle azioni, delle scelte che Dio fa e manda il suo figlio, colui che è uguale a Dio. Lo splendore della gloria di Dio.

“Chi ha visto me ha visto il Padre.” Giovanni 14.9

La seconda persona della Trinità. Ed è scritto che Dio ha mandato Suo Figlio (Giovanni 3.16). È interessante questa parola mandato. Noi non siamo stati mandati in questo mondo, noi siamo nati in questo mondo. Qualcuno che esisteva prima, che era in un’altro luogo, nei cieli, in tutta la sua gloria, viene mandato.

Qualcuno che viene nel mondo esisteva prima e viene qui. Dio mandò Suo Figlio e Lo chiese di dare la sua vita per noi. Se noi non crediamo nella dottrina dell’incarnazione, noi non potremmo mai capire l’amore di Dio.

L’Incarnazione e l’Umiltà

Dio si è incarnato, Dio ha preso un corpo umano ed ha abitato qui sulla terra con noi. Egli, Gesù Cristo è Dio uomo, tutti i miracoli, il potere soprannaturale, la sua pienezza, la sua divinità è manifestata. Giovanni dice alla fine del suo Vangelo:

“Ora vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.” Giovanni 21.25

La natura di Dio è un Dio che ama. Secondo il nostro modo di pensare, il nostro amore è pieno di egoismo. Noi amiamo naturalmente solo per avere un tornaconto, per avere un beneficio. Appena qualcuno si gira un attimo e già è cancellato, dimenticato, lasciato di lato.

Questo è l’uomo, ma Dio no, Dio ama i peccatori. Ma vediamo un terzo aspetto, la persona e l’opera di Cristo.

Giovanni, lo dice, Dio lo ha mandato nel mondo, il Suo figlio Unigenito è venuto in questo mondo, Lui che è Dio. (Giovanni 1.1-3) Ma pensate, noi non riusciamo a immaginare, ma neanche se stiamo qua fino a domani, che a immaginare. Chi è? Cosa vuol dire essere Dio? La parola che ha creato i cieli, la terra, ogni cosa, la parola.

Dio è venuto. E dove è venuto? È venuto in un bel posto? Cosa è successo? È venuto in quella donna, Maria. Che rimane incinta per opera dello Spirito di Dio, che si incarna, deve partorire. C’è il censimento e non c’è un posto per lei.

Una donna incinta che gira per partorire. Non c’è un posto, non c’è una stanza, niente deve andare in una stalla. Gesù, Dio fatto uomo. Nasce in una stalla, in una mangiatoia. Ma guarda un po’ come è accolto Dio, che senso c’è?

Pensiamo a Erode, pensiamo a come viene accolto Gesù che nasce. È nato il Re dei Giudei: “Fatemi capire, cari magi, dov’è sto re dei Giudei?” Ditemi cosa fa Erode, strage, ammazza tutti i bambini da zero a tre anni, una strage, una roba. Questa è l’accoglienza che riceve.

In che famiglia vive Gesù, il Figlio di Dio? In che famiglia vive? Vive in una famiglia molto povera. Il Levitico 12.6-8 dice che quando ti nasce un figlio dopo 8 giorni lo presenti al tempio e devi offrire un sacrificio, devi offrire un agnello e un Colombo. Ma se sei povero, offrì due colombi. È scritto che loro offrirono due colombi. Questa era la famiglia di Giuseppe Maria, dove Gesù è nato, una famiglia povera, una famiglia dove lui ha fatto il falegname per trent’anni.

Il signore della gloria è venuto in questo mondo, Lui che è Santo, che è senza peccato. È venuto in mezzo a dei peccatori, a delle persone che hanno fatto di tutto per farlo cadere, per offenderlo, accusarlo. È stato tradito. Anche dai suoi amici più vicini. Rinnegato, gli è stata messa una corona di spine sulla testa.

Questo è il mondo in cui Dio si è rivelato, manifestato. Capite l’amore, cioè, non è venuto a casa di gente benestante, accogliente, festosa. Ti accolgono con tutte le cure. È venuto lì in una mangiatoia, gente povera, falegname, maltrattato, offeso, disprezzato, picchiato, crocifisso.

Ma perché? Perché ci ama. Questo è l’amore di Dio. Lui ha dato la sua vita e dice Giovanni che Lui, il Padre, Lo ha mandato per essere il sacrificio propiziatorio dei nostri peccati.

L’Espiazione e la Resurrezione

Ecco il motivo per cui è venuto, è venuto per liberarci dalla schiavitù del peccato, per liberare queste persone che lo inchiodavano sul legno della Croce e dice, 

“padre, perdona, loro non hanno capito niente perdonali”. Lucca 23.34

Non è qualcosa di fittizio, di così plateale che ci rallegra, è dolore, sofferenza. L’ho fatto per noi. Qui c’è questa fantastica, gloriosa dottrina dell’espiazione. Lui ha espiato, ha pagato, ha propiziato l’ira di Dio con la sua vita e ha pagato il nostro debito, i nostri peccati.

Guardiamo la realtà. Cristo Gesù è venuto, Dio fatto uomo, è morto sulla croce per i nostri peccati, per liberarci, per darci una nuova vita, e il signore Dio lo ha risorto. Lui che aveva sperimentato questa atroce morte, che ha sperimentato l’abbandono di Dio. Sulla croce dice,

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Matteo 27.46

Qualcosa che non aveva mai sperimentato lo ha sperimentato per noi. Qui c’è l’amore di Dio. Dio che si sostituisce a noi, che non abbiamo niente di buono. Quindi non possiamo conoscere l’amore di Dio finché non capiamo che se Cristo non fosse morto sulla croce in quel modo, Dio non avrebbe potuto perdonare i nostri peccati.

Quando qualcuno ci domanderà, ma come faccio io a conoscere l’amore di Dio? Ecco, questa è la risposta: Gesù Cristo che muore sulla croce, che paga il tuo peccato, che ti libera dalla schiavitù del tuo peccato e ti dona una nuova vita. Colossesi 1.14 dice:

“In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati, pace con Dio”

Una relazione riconquistata riavuta per mezzo di Lui, e Paolo in Efesini due:

“Di fatto, con la resurrezione di Gesù Cristo, noi siamo stati risuscitati con lui e ci ha attenzione e ci ha fatti sedere nei luoghi celesti.” Efesini 2.6-7

Ci ha fatti sedere nei luoghi celesti, non è scritto forse saremo. La sua morte e resurrezione ci ha fatti sedere. Noi che crediamo in queste cose, crediamo in questo amore di Dio. Noi siamo seduti nei luoghi celesti, in Cristo Gesù. 

C’è una vita nuova, siamo seduti in un posto che è alla presenza di Dio. Non siamo ancora, ma siamo già lì. Ecco il credente, ecco il cristiano, chi vive l’amore di Dio seduto nel cielo.

Le situazioni che affrontiamo le affrontiamo dalla prospettiva di Dio, con la consapevolezza di Dio. Le difficoltà, i problemi sono nella sovranità di Dio. Dio è presente.

Conclusione: Vivere l’Amore di Dio

Perché Dio ha fatto tutto questo? Perché si è occupato di questi uomini, donne morti nel peccato, ribelli che lo odiano? Noi non siamo in grado di amare Dio, ma Dio ha amato noi.

E per chi ancora ci sta domandando “ma Dio? C’è, non c’è. Mi ama, non mi ama”? Questi sono i fatti, questa è la realtà. Credi, credi e riceverai una nuova vita. Allora un amore così grande, così straordinario esige la mia anima, la mia vita, tutto ciò che ho. 

È per lui che Dio ci aiuti a vivere così, a fare nostre queste parole, a viverle ogni giorno tra di noi che abbiamo questo grandissimo privilegio di avere questa relazione intima, fondata su Dio, sulla parola di Dio.

Quindi le nostre relazioni no, amatevi gli uni gli altri. Perché? Chi è là fuori possa vedere che io sono tra di voi e anche con chi è fuori, con chi ci offende, con chi ci maledice, con chi ci rifiuta. Abbiamo il signore Dio con noi, viviamo che Dio ci mette.