La Riforma a Vicenza

Una storia sconosciuta che continua ancora oggi.

La Riforma Protestante

Nella Vicenza del 1500

La Chiesa Evangelica Riformata Battista di Vicenza è erede delle istanze di quel risveglio religioso altrimenti noto come Riforma Protestante che nel 500 coinvolse l’Europa intera.

Sulla scia dei Riformatori la chiesa ritiene, infatti, che il Vangelo di Cristo non miri solo ad una trasformazione "spirituale", personale ed intima, ma pure complessiva della persona, collettiva e pubblica.

Leggi i 5 Sola della Riforma.
Leggi la Confessione di Fede Battista del 1689.

La Repubblica Serenissima

All'interno dei movimenti di riforma che nel 500 coinvolsero l’Europa, anche Vicenza visse, nel cinquantennio tra il 1520 e il 1570 circa, un autentico spirito di riforma della fede.

Le idee di Lutero prima e di Calvino successivamente penetrarono, infatti, nel territorio vicentino grazie alla particolare tolleranza della Repubblica Serenissima che permetteva una libera circolazione di cultura e di persone.

Villa Cricoli

Se, inizialmente però, le istanze della Riforma furono discusse all’interno di cenacoli meramente culturali (come quello di villa Cricoli di Gian Giorgio Trissino), è attraverso l’insegnamento pubblico dei testi di Calvino che la riforma toccò i giovani nobili Vicentini, coinvolgendo svariate tra le famiglie più illustri della città, ma pure commercianti, artigiani e altri ancora.

Le Casate Vicentine

Giulio e Alessandro Trissino, la famiglia Thiene e in particolare Odoardo, Angelica Pigafetta, e i fratelli Pellizzari, furono solo alcuni degli esponenti che vennero influenzati e aderirono pienamente alla fede riformata.

Duranti gli incontri si discuteva senza inibizioni sui temi della fede: si negava il potere delle indulgenze, il valore della Messa, dell’eucarestia e della confessione auricolare di matrice papista, si discuteva della salvezza attraverso il sacrificio di Cristo e delle applicazioni pratiche del Vangelo.

Il rinnovamento

I circuiti che vennero a crearsi attorno alla Scrittura e alle letture delle pagine dei riformatori d’oltralpe, sfociarono in un abbozzo di rinnovamento che, dalla persona, ambiva ad influenzare le strutture sociali, economiche ed urbane.

A detta di alcuni studiosi anche l’architettura di Andrea Palladio è un esempio che incarna in maniera plastica questa ricerca del nuovo e i principi fondanti della Riforma.

L'inquisizione

Una serie di sfortunati eventi tra il 1562 e il 1563 cambiarono la sorte del movimento calvinista vicentino, l’attività persecutoria dell’Inquisizione si fece sempre più violenta.

Solo l’abiura o la morte, l’esilio o la simulazione furono le prospettive per chi avesse aderito con convinzione alla Riforma.

Il Ragionamento di Alessandro Trissino

Il Ragionamento di Alessandro Trissino è ciò che ci rimane del fermento di quel breve periodo.

È un’esortazione ai "fratelli di Italia" di confessare pubblicamente la fede e voltare le spalle al papismo, scegliendo l’esilio all’estero verso il nord Europa, come forma di martirio da pagare per mantenere fede alle proprie convinzioni cristiane.