L’intolleranza della nuova tolleranza

Donald Carson,  Gbu Edizioni, 2016

16277Il tema della tolleranza è al centro dell’ultimo saggio di Donald Carson, proposto in italiano dalle Edizioni Gbu. “L’intolleranza della tolleranza” affronta un tema quanto mai attuale per una società dalle posizioni e opinioni sempre più composite, dove la capacità di accettare la diversità è diventato l’elemento base per la convivenza civile.

La tolleranza, spiega Carson, nel tempo è diventata una “struttura di plausibilità”, un modello di pensiero accolto senza obiezioni all’interno del nostro contesto culturale, tanto che oggi praticamente nessuno mette in dubbio il valore positivo di questo approccio; eppure, rileva l’autore, il concetto di tolleranza negli ultimi anni ha cambiato gradualmente significato, attraverso uno slittamento semantico che dal rispetto per la diversità ha virato verso l’accettazione della diversità come opinione di pari dignità rispetto alla propria: dalla “accettazione dell’esistenza di visioni diverse” è passata alla “accettazione di visioni diverse”. Una differenza di non poco conto, segnala Carson, perché «accettare che una posizione diversa o opposta esista e abbia il diritto di esistere è un conto; accettare la posizione stessa significa non opporsi più a essa».

Saremmo quindi di fronte a una vera “nuova tolleranza”, diversa dalla tolleranza che si è andata formando nei secoli (e che Carson, nel libro, analizza anche sul piano storico), una tolleranza che – paradossalmente – è diventata “intrinsecamente intollerante”, che “non vede i propri difetti perché erroneamente ritiene di essere essa stessa metro di giudizio morale”, che “non può essere messa in discussione in quanto è diventata parte integrante della struttura di plausibilità dell’Occidente”. E, oltretutto, per questo motivo risulta “socialmente pericolosa e certamente debilitante”.

L’autore anticipa le obiezioni esterne sottolineando che il ragionamento proposto non vuole dimostrare una presunta superiorità cristiana dal punto di vista sociale: «i cristiani, più di tutti gli altri, dovrebbero sapere che non sono minimamente superiori agli altri da un punto di vista sociale… La tolleranza sociale va pertanto incoraggiata». E, sul fronte interno, a sua volta Carson risponde a chi guarda con perplessità alla virtù della tolleranza, sottolineando ai detrattori che anche Dio esercita “una forma di tolleranza” posticipando il ritorno di Cristo.

Dichiarazioni e fatti di cronaca vengono proposti da Carson per sottolineare sfaccettature, pregi, confini e limiti della “nuova tolleranza”, tra tutela della diversità e diritto di espressione, spaziando dall’educazione ai media e segnalando come oggi il cristianesimo sia nel mirino, con una serie di “casi di intolleranza davvero sorprendente”.

Ma non solo: secondo Carson «la nuova tolleranza, pur sostenendo di essere scevra da un sistema di pensiero etico, morale e religioso, è in effetti fortemente incoerente», perché punta a introdurre “massicce strutture di pensiero culturale” e a stabilire “la loro imposizione ai dissenzienti”, mentre nel contempo viene fatto passare il messaggio che sono gli altri a essere intolleranti».

Carson, senza mai perdere di vista la matrice apologetica del discorso, spazia dall’analisi delle dinamiche comunicative al piano politico e istituzionale, per concludere proponendo “dieci parole”, “suggerimenti… sulla strada da percorrere per andare avanti”, alternando spunti pragmatici e fondamenti di fede, utili punti di riferimento per i cristiani (alcuni dei quali, più in generale, condivisibili anche da “altre persone di buona volontà”) per distinguere e opporsi alle strategie di chi, paradossalmente, mentre sbandiera la tolleranza verso la diversità, punta a imporre una nuova, inquietante normalizzazione.

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